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Il silenzio prossimo non dovrebbe esistere perché vuole dire non umanità, silenzio verso chi soffre vicino a te, ma questo non è dignitoso poiché il prossimo vicino a te deve sentire la tua voce.
Prossimo silenzio? È volutamente ambiguo il titolo poiché si presta ad una pluralità di letture ma, il silenzio, se è successivo o se nei confronti di chi ci sta vicino, non è la soluzione.
Il silenzio è un'arma che deve essere maneggiata non con cura soltanto, ma anche con sapienza dove quel ma non è un "sed" ma un "at" avversativo forte, perché questo concetto non è leggero, per darne forza.
Chiunque fa rumore non fa chiasso, chiunque fa chiasso non fa rumore perché a mio avviso non sono la stessa cosa perché, il rumore, è qualcosa che senti, che si fa sentire, anche un rumore scomodo, mentre il chiasso sa di disordinato ma fateci caso, esistono rumori assordanti ma silenzi anche rumorosi.
Sembra un gioco di termini e verbi che tra di loro si divertono, ma sono solo le declinazioni di un incontro tra opposti, rumore e silenzio, che si congiungono nella stessa sorgente, come un fiume che prende due corsi diversi successivamente ma poi, si riunisce.
Ecco il mare, composto di tante gocce, chissà, forse tutti siamo gocce con le nostre storie e, queste, sono silenziose o rumorose? Sono indistinguibili perché sono tutte nello stesso universo di vita.
Stessa sorgente, grida! Sconfiggi! Vai avanti perché il tuo posto ha una voce che fa dolce rumore, sì, proprio tu che leggi, hai una voce.
Il silenzio fa rumore ma può essere anche una fonte di gioia: tutto sta alla coscienza interpretare il silenzio e quindi? È rumore o silenzio?
La risposta io non ce l'ho, poiché le risposte sono tutte diverse per ciascuno di noi.
E tu? Cosa senti? Cos'è questo suono?
Dedicato ai cuori buoni,
Mauro.